giovedì 22 marzo 2007

Dalla nostra delegazione in Kurdistan

40.000 AL NEWROZ DI SILOPI - 21.3.2007

La sera del 20 marzo, con alcuni membri del DTP, siamo andati a vedere
i preparativi del Newroz.
In centro citta', in uno spiazzo sterrato, intorno ad un grande falo',
gia' molte persone suonavano e ballavano nonostante la pioggia . Siamo
stati invitati nella vicina sede del DTP per un caloroso benvenuto.
Alle nove del mattino successivo, ci siamo avviati verso il campo
sportivo adibito alla festa del Newroz.
Ai lati della strada erano schierati, in assetto antisommossa, militari
e blindati oltre ai mezzi della polizia.
La gente affluiva numerosa. All'ingresso venivamo perquisiti
separatamente, da un lato gli uomini e dall'altro le donne.
La musica ed i balli erano gia' iniziati. Al centro dello stadio e'
stata accesa una grande pira che ha segnato l'inizio ufficiale dei
festeggiamenti.
Siamo stati accolti molto calorosamente dalla gente che ci ha
circondati, incuriosita.Tutti, in particolare i bambini, volevano essere
fotografati, le donne con i coloratissimi abiti tradizionali ci hanno presi
per mano invitandoci a ballare.
Alcune di loro ci hanno donato fazzoletti intrecciati con i loro
colori.
Sui tetti dei palazzi circostanti, erano ben visibili militari armati.
Quando e' arrivato il sindaco, dopo i saluti, siamo stati invitati ad
avvicinarci al palco.
Dopo l'intervento del sindaco, del segretario del DTP e di alcuni
rappresentanti della comunita' kurda in abiti tradizionali, e' stata
annunciata la nostra presenza, accolta calorosamente dalla piazza.
Invitati a salire sul palco, Antonio Olivieri, a nome della delegazione
presente, e' intervenuto esprimendo la solidarieta' al popolo kurdo,
sottolineando che, consapevoli del reale significato del Newroz, la
nostra presenza vuole essere il segno tangibile della vicinanza alla loro
causa e alla loro lotta.
Scesi dal palco, immediatamente dopo, siamo stati avvicinati da alcuni
anziani in abiti tradizionali che ci hanno chiesto di riferire nel
nostro paese sulla loro condizione di negazione di identita': "siamo
persone, abbiamo diritto a parlare la nostra lingua, ad essere riconosciuti
come kurdi, a trasmettere le tradizioni ai nostri nipoti. . .".
Ci ha voluto salutare la moglie di uno degli scomparsi di Silopi:
fiera, in abito celeste e con in mostra il quadro con la foto del marito
"kaiyplir".
La festa e' proseguita con canti e balli. Nonostante i divieti, i
colori kurdi sono ricomparsi in mille modi e,
per qualche minuto, e' apparsa tra la folla anche una grande bandiera
kurda con l'effige di Ocalan.