Recentemente, abbiamo appreso la notizia della detenzione della nostra compagna turca Lerzan Caner, rinchiusa da ormai tre mesi nel carcere di Bakirkoy, Istanbul,
E'sotto accusa perché: 1. sostiene la liberazione dei detenuti ammalati che la medicina legale giudica non idonei a scontare la pena detentiva; 2. ha parlato 60 volte al telefono con suo marito; 3. ha dato 1.000 lire turche al suo avvocato per avviare un procedimento legale e poi perché organizza conferenze stampa per denunciare le condizioni di detenzione dei prigionieri politici. Queste le incredibili accuse rivolte alla nostra compagna.
La data del processo non è ancora stata fissata. E' già la terza volta che questa nostra coraggiosa amica e compagna, animatrice di attività e di progetti a sostegno dei migranti e dei detenuti politici subisce la condanna del carcere.
A Lerzan esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà in questo difficile momento e le auguriamo di tornare libera al più presto.
Come lei, oggi, in Turchia ci sono migliaia di prigionieri politici, molti ragazzini tra i 12 e i 17 anni accusati di "propaganda a favore del Pkk" e per questo condannati a svariati anni di carcere, intellettuali, sindacalisti, avvocati, scrittori ed artisti, docenti universitari, amministratori e sindaci dei principali partiti d'opposizione, tutti a vario titolo accusati di "sostegno al terrorismo" o di "corruzione", con testimoni inventati e senza uno straccio di prova. Le condizioni carcerarie sono molto dure: perquisizioni corporali, isolamento, malnutrizione, mancanza di cure, torture. Ricorrenti sono le proteste e gli scioperi della fame dei detenuti.
Continua anche la carcerazione, da oltre ventisei anni, del leader del popolo kurdo, Abdullah Ocalan, nell'isola di Imrali, in mezzo al Mar di Marmara, nonostante il suo ruolo di interlocutore del processo di pace in atto.
La democrazia in Turchia è un optional. E il processo di pace avviato è ormai fermo da oltre un anno.
000000000000000
L'Associazione Verso il Kurdistan Odv intende esprimere solidarietà concreta ai detenuti politici e sostegno alle loro famiglie.
E' per questo che, da anni, è stato avviato il progetto "Oltre le sbarre" di
adozione a distanza delle famiglie dei detenuti politici.
Adottare a distanza significa dare un aiuto concreto alle vittime della repressione, impegnandosi a versare un contributo di 31 euro al mese per almeno un anno, o di 186 euro per semestre, o di 372 euro per anno.
L'Associazione Verso il Kurdistan si rende garante del progetto di affidamento a distanza, cercando di mettere in contatto chi aiuta con chi è aiutato.
L'adozione può avvenire per opera di singoli o di un gruppi.
Per aderire, occorre effettuare il primo versamento al seguente IBAN: IT17 Q030 6909 6061 0000 0111 185 (Causale: adozione a distanza) e spedire la relativa ricevuta con i dati del soggetto affidatario all'indirizzo: Associazione Verso il Kurdistan Odv via Colombarola 4A15045 Sale (Al)
Per info: 335 7564743 (Antonio)
Codice fiscale utile per il 5 x 1000 a sostegno dei progetti dell'Associazione Verso il Kurdistan Odv: 96036900064
L'associazione "Verso il Kurdistan" Onlus di Alessandria sostiene iniziative per lo sviluppo dei diritti umani in Turchia. Sostenere progetti di cooperazione e sviluppo locale nel Kurdistan turco è visto come strumento per interrompere la spirale di violenza, guerra e militarizzazione che coinvolge la regione e costituisce una minaccia per la pace in tutto il Medioriente. Contatti email: versoilkurdistan@libero.it