venerdì 30 gennaio 2015

DEDICATO A KOBANE LIBERATA

Nella giornata di Sabato 7 febbraio, a partire dalle ore 17.00,presso la sede dell’Associazione Verso Kurdistan Onlus,presenteremo il libro di Lorenzo Giroffi “Il mio nome Kurdistan” a cui faranno seguito anche 18 minuti di questo trailer da lui realizzato viaggiando nei vari Kurdistan:

 (https://www.youtube.com/watch?v=S1fglR2ioAo).

Proporremo inoltre il video, sempre realizzato da Lorenzo, sul Campo profughi diMakhmur (durata 6 minuti), un campo in pieno deserto iracheno, recentemente attaccato dalle bande nere di ISIS e poi liberato dai guerriglieri del Pkk e visitato nello scorso ottobre dalla delegazione italiana di Verso il Kurdistan che, in questo campo,insieme ad altri, sta sostenendo il progetto per la costruzione di un ospedale.Così si parla meno, e si danno più immagini.
Al termine, buffet e cay per tutti.
Il mio nome Kurdistan
Il lungo percorso tra le valli e le alture del Kurdistan ricostruisce il mosaico di una terra piena di contraddizioni e di violenza nei confronti di un popolo che lotta per il riconoscimento della propria esistenza fisica e culturale.Sono villaggi e città piene di odori e di colori, mosaici di popoli, di lingue e di religioni.
E catene di monti che segnano confini labili, montagne alte, innevate, bellissime, terre di miti e di leggende care ai trovatori e ai poeti.Le vite dei kurdi, segnate dalle violenza e dalla tortura nelle carni e nella memoria, continuano,nonostante tutto, tra barriere di filo spinato e alti muri che dividono quelle città,quei villaggi, quelle montagne, dove le umiliazioni storiche hanno fatto della resistenza un’esigenza di vita.
Biografia
Lorenzo Giroffi vince il premio “Reporter contro l’usura” ed il premio di Giornalismo Internazionale”Maria Grazia Cutuli”, gira documentari sulla rivoluzione tunisina, sulla cementificazione inLombardia, sulla situazione in Kosovo, sulla gestione dei rifiuti e della risorsa acqua in Italia e sulla rivoluzione egiziana.
Viaggia lungo i confini di Siria, Iraq e Turchia, nel Kurdistan dimenticato, da cui nasce il documentario “My name is Kurdistan”. Di recente, è stato in Ucraina, nella regione del conflitto del Donbass.Nella narrativa, esordisce con “Il pianto di una matita” (2008), nel 2011 pubblica il suo secondo romanzo “Visioni Meccaniche” e nel 2013 pubblica i suoi racconti dal Kosovo “Vene Kosovare”.